2018 volte la stessa storia.

31.12.2017

Faccio merenda con 100 mg di Ferro. Le ultime analisi del sangue hanno confermato l'anemia sideropenica. Ferrograd non lo digerivo e così mi sono fatta prescrivere il Niferex - ingurgito i pallini ferrosi dopo aver eliminato la capsula gastroresistente. Ovviamente ho consultato il bugiardino per essere certa della bontà della pratica. A volte lascio in ammollo la capsula vuota, per vedere che fine farebbe dentro di me, così, per passatempo e curiosità.

Non tralascio mai il controllo agli effetti indesiderati - dall'ultima revisione del foglietto illustrativo potrebbero aver notato ulteriori conseguenze negative oltre a quelle già conclamate. E' più forte di me: non è ipocondria, è analisi delle possibilità. 

Consapevolezza del reale. 

Il 2017 è stato effettivamente un anno di consapevolezza. Cosa voglia dire in fondo non lo so, però suona bene.

Mi suona bene aver capito diverse cose che prima non mi erano chiare, ecco, qui posso dire consapevolezza. E' come se il vetro che separava la mia comprensione sulle cose si fosse frantumato - non all'improvviso come dopo un botto ma lentamente, scheggia dopo scheggia. Il risultato è una visione più limpida e la formazione di una clessidra: i vetri più grandi rimasti intatti creano la struttura, i più piccoli sono tornati a essere sabbia e segnano velocemente il passare degli attimi. 

Trasformare una patina in tempo, per rendermi conto che il filtro non serve se non a bloccare il flusso indefinito delle cose.

Lasciare andare, per creare il mio tempo.

Uno stile minimalista prevede che si lascino andare svariati elementi, abiti, scarpe, soprammobili, regali, ricordi, foto. Si riconosce la tossicità dell'avere e si decide inequivocabilmente di non volere certe cose, come i bambini negano il cibo con la testa e le manine paffute a serrar la bocca.

Ho già chiuso il mio albero di Natale perché vederlo in soggiorno mi consumava. Ho buttato vestiti malmessi o scoloriti, o che mi ricordavano cose di cui sono satura, alle quali ho dato tutto ciò che potevo. Ho tolto le scatole a certi giochi per averli sempre visibili e a portata di mano, perché voglio giocare di più, e ho bisogno di togliere confini che mi danno fastidio. Ho messo il punto su certe virgole. Ho buttato oggetti rotti, il senso di liberazione è enorme - non mi servi più, posso fare a meno di te, non voglio investire altro tempo a pensare come aggiustarti. Non posso dire di aver fatto i conti col passato perché non sono una contabile. 

E anche perché non mi interessa proprio il gioco dei bilanci. Preferisco far fare un altro giro alla clessidra.