Cosa significa content curation?

08.02.2019

La content curation è un lavoro costante e meticoloso che include l'impiego di skills ben precise. Si tratta di produrre, in chiave marketing, contenuti scritti e grafici per comunicare una certa idea.

Le fasi principali della produzione di un contenuto sono:

  • ricerca delle informazioni
  • organizzazione delle informazioni
  • ricerca delle immagini o creazione di contenuti grafici da allegare alla parte scrtta
  • produzione di post su social network, articoli di blog, testi per siti, testi per newsletter
  • rilevazione e analisi dei feedback

L'obiettivo della content curation è uno solo: fornire agli utenti (il target finale, le buyer personas, i potenziali clienti) contenuti utili, autentici, affidabili, chiari ed esaustivi.

La content curation è un'attività nata sul web? Si fa solo online? 

Tutt'altro: per esempio, negli anni '80, in farmacia regalavano un opuscolo a fumetti sui pidocchi; io ho ancora il ricettario Nonno Nanni regalato da una promoter nel 1999. Quei libretti sono content curation allo stato puro, tangibile. Oggi l'attività viene svolta perlopiù online ed è anche piuttosto facile comprenderne i motivi (è più ecologico, fruibile, condivisibile, portatile, permette di raggiungere enne persone in enne tempo, i risultati di targeting sono misurabili, etc...) ma esistono ancora esempi di content curation offline.

A differenza del commerciale, la content curation non conclude, ma fa in modo che ciò avvenga lato marketing perché fornisce credibilità e fiducia al potenziale consumatore.

La cura dei contenuti, infatti, è un'attività inclusa nel marketing, dato che il marketing è "il complesso delle tecniche intese a porre merci e servizi a disposizione del consumatore e dell'utente in un dato mercato nel tempo, luogo e modo più adatti, ai costi più bassi per il consumatore e nello stesso tempo remunerativi per l'impresa". Possiamo affermare quindi che la cura dei contenuti è una delle tecniche usate dal marketing. Ma non è vendita.

Concludiamo con Theodore Levitt, che ci fa ben capire la differenza tra marketing e commerciale: 

The difference between marketing and selling is more than semantic. Selling focuses on the needs of the seller; marketing on the needs of the buyer. Selling is preoccupied with the seller's need to convert his product into cash; marketing with the idea of satisfying the needs of the customer by means of the product and the whole cluster of things associated with creating, delivering and finally consuming it.

(La differenza tra marketing e vendita è più che semantica. La vendita si concentra sulle esigenze del venditore; il marketing sulle esigenze dell'acquirente. La vendita si preoccupa della necessità del venditore di convertire il suo prodotto in denaro; il marketing deve soddisfare le esigenze del cliente attraverso il prodotto e l'insieme delle cose associate alla creazione, alla consegna e infine al suo consumo)

Una mia personale considerazione: credo che oggi il content marketing stia vivendo una sfida, dove è difficile emergere facendo quello che fanno tutti o emulando i più bravi. Occorre sapersi distinguere, non aver paura di seguire i propri pensieri (il pensiero a volte è più strategico del marketing perché può seguire vie non convenzionali e inaspettate). Focalizzerei in questo senso l'attenzione sul pensiero laterale che non va a sostituirsi a quello verticale ma lo completa.