L'intesa che manca, ghigliottina dell'umanità.

06.10.2017

Il concetto è semplice. Il bullismo sulla rete è solo un'amplificazione di quello che già è presente offline. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque.

Esistono personaggi, "inetti a vivere" (citando Svevo), incapaci di vivere pienamente le loro vite, scarsamente illuminati, frustrati e intrisi di superbia che non perdono nessuna occasione per rimarcare eventuali difetti altrui, come se essi stessi ne fossero esenti e fossero i depositari dell'unica sapienza, di tutto lo scibile del genere umano

Sono gli stessi che incitano il figlio, bambino, a "spezzare le gambe" al compagno di gioco avversario, in una partita di pulcini.

Quelli che a casa, a cena, chiedono, sempre allo stesso bambino, quanto ha preso al compito in classe e fanno i confronti coi compagni, per poi uscirsene con "asino" se il pupillo ha preso voti inferiori o "genio" se il suo voto è stato il top.

Adulti, a loro volta abusati in questo senso, ripetono senza sosta, come un criceto impazzito nella ruota che non sa dove sta andando e perché, un processo sistematico e violento, dove sparisce la dignità dell'essere umano e del loro essere uomini e donne dotati di pensiero, di logica e di compassione.

Quello che emerge e vince è soltanto un ego ruvido, piccato, narciso e dolente, come dopo aver sbattuto la testa su uno spigolo si impreca senza un perché, ci si danno le botte in testa, arrabbiati con lo spigolo che era lì, 'sto stronzo, col suo legno pronto a ferirci nell'intimo; si sbattono i piedi a terra, fino a quando quel dolore lentamente svanisce.