Un copywriter che apre partita IVA quante tasse paga?

08.02.2019

Esiste un regime fiscale che gli permette di risparmiare sulle tasse? Può usare la prestazione occasionale in ritenuta d'acconto? Oggi risponderò a queste domande.

Essere liberi professionisti

Essere un libero professionista significa essere un lavoratore autonomo con partita IVA. Spesso online si legge che è possibile lavorare, soprattutto i primi tempi, con la prestazione occasionale e la ritenuta d'acconto. Ma non è proprio così perché, oltre ai tanti limiti di questa attività, in termini economici, ci sono delle restrizioni da rispettare. Ad esempio, se decidi di lavorare con prestazione occasionale dovrai rispettare il principio di occasionalità e quindi non potrai pubblicizzare la tua attività in quanto non deve essere continuativa! E i liberi professionisti, per vocazione, devono avere la possibilità di pubblicizzarsi, di cercare il lavoro e non dover avere nessun tipo di restrizione alle collaborazioni.

Aprire partita IVA: come risparmiare sulle tasse?

Certo, la partita IVA spaventa tutti, soprattutto per quello che normalmente passa come la piaga dei liberi professionisti: si pagano tante tasse. Ma io ti dico che non è così, perché esiste un regime fiscale che ti fa pagare una sola imposta, pari solo al 5% senza avere tutti gli adempimenti degli altri regimi fiscali. È questo il nuovo regime forfettario.

Caratteristiche del regime forfettario

A differenza del regime ordinario e semplificato, gli altri due regimi disponibili per i contribuenti italiani, il regime forfettario ha una sola imposta e tante agevolazioni sugli adempimenti fiscali. Innanzitutto l'imposta sostitutiva è davvero l'unica tassa prevista per questo regime fiscale, ed è pari al 5% nei primi cinque anni e del 15% negli anni successivi. La riduzione degli adempimenti fiscali è poi una semplificazione importante, che solo chi ha già gestito una partita IVA può comprendere e apprezzare. Tra le altre cose non dovrai più considerare la rivalsa IVA e la tua fattura sarà sempre più bassa e quindi più competitiva, soprattutto per chi collabora con privati. Non ci sono deduzioni di spese e quindi non dovrai conservare tutte le ricevute per le spese della tua attività, ma sarà già dedotto un forfettario di spesa. Questo forfettario potrà essere dedotto anche se tu, nel corso dell'anno, non sostieni alcuna spesa per la tua attività.

Limiti del regime forfettario

Ricorda però che potrai accedere al regime forfettario solo se rispetti determinate caratteristiche, tra cui quella di rispettare un reddito annuo che varia in base alla tipologia di attività lavorativa così come categorizzate dal Codice ATECO. Questa combinazione alfanumerica è un codice da segnalare all'apertura della partita IVA, grazie al quale potrai identificare il tuo reddito annuo limite per il regime forfettario e anche il coefficiente di redditività della tua attività lavorativa. Il coefficiente di redditività è quella parte percentuale di reddito che viene tassata dopo aver considerato la percentuale di spesa della tua tipologia di attività.

Quanto paga un copywriter in regime forfettario?

In Italia, nel pagamento delle tasse, vige il metodo storico e quindi in sede di dichiarazione dei redditi pagherai l'imposta relativa ai redditi dell'anno precedente e l'acconto per l'anno in corso pari all'80% del versato per l'anno precedente. Quindi se il nostro copywriter in regime forfettario nel suo secondo anno guadagnerà 12.000€ pagherà, comprensivo di contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS, un importo pari al 25,72% dei ricavi annui:

2° anno - reddito 15.000€ - coeff. di redditività (67%) 10.050€

1.723,2 € saldo INPS 1° anno (considerando 8.000€ di reddito) + 1.378,6€ acconto INPS 2° anno (80% del 1° anno)

reddito imponibile 6.948€ (lordo-INPS)

33€ saldo imposta sostitutiva 1° anno + 33€ acconto imposta sostitutiva 2° anno

3.772€